Libertè, Egalitè, Influencer.

Tutti amiamo cercare dritte, posti, informazioni e particolarità di un luogo prima di metterci in
viaggio.

A dire il vero lo facciamo di più quando abbiamo tempo e possiamo raccogliere più spunti ed idee.


Per questo Instagram e TikTok, grazie ai reel ed ai video ci attira e diventa un ottimo strumento per cercare informazioni.


Allora, mettiamoci nei panni di una azienda, specie locale, ristorante, pizzeria od albergo che sia ,la quale decide di investire ed ingaggiare un influencers per farsi conoscere o pubblicizzare un suo
prodotto oppure un servizio.


In fondo, l’idea che sia una buona scorciatoia e che poca spesa dia tanta resa è sempre diffusa.


Immaginiamo pure che non abbiano letto le analisi di Buzzoole, secondo il quale, la trasparenza dei post nel settore travel è del 2,8% quindi non possa dare numeri immediati con sicurezza.
Per inciso, quelli del settore della moda è del 29,3% e per quanto riguarda il food/drink del 13,2%.


Bene, la scelta è stata fatta ergo o fai da te oppure ti affidi ad un professionista od agenzia perché…


Assodato che il criterio: – tanti followers tanto onore – . non è più valido e poi, se non sono adatti al tuo mercato servono come coppe con ori in tavola.

Come fare la ricerca? Come individuare il soggetto oppure i soggetti più adatti?


Primo criterio: ascoltare il proprio bacino di utenti le persone parlano, commentano,
interagiscono, criticano ed apprezzano. Si chiama analisi di mercato perché va fatta prima di iniziare.
Secondo criterio: personalizzare la comunicazione. Sebbene il concetto sia comprensibile dai tanti le parole “suonano” e vengono percepite in modo diverso a seconda
sia delle fasce di età, interessi, gusti e gruppi sociali. Quindi, più che dire all’influencer cosa
deve fare o pubblicare, è il suo lavoro, ci si confronta per capire quali contenuti funzionino
meglio ed in quali orari.
Terzo criterio: non subito e non per tutti; il ruolo affidato ad un influencer è importante e
delicato perché non è solo il testimonial di una azienda ma ne veicola qualità e valori. i
rapporti solidi si costruiscono nel tempo, quindi bisogna prima creare empatia e fiducia con un utente per poi affidargli il compito di “spendersi” per l’ azienda.

Tirando le somme, vuoi un testimonial oppure un testimone ?


L’influencer per tutte le stagioni è di certo affidabile ma è forte il rischio che avvantaggi più la propria visibilità a discapito di quella della tua azienda.


L’influencer di stagione invece richiede, certo, tempi più lunghi e ricerche più mirate ma ha il pregio di essere più al servizio della “causa” e di darti un reale valore aggiunto.


Ad ogni modo, prima di iniziare lasciati accompagnare nella scelta e nella gestione perché potrebbe essere la tua svolta oppure potresti buttare via soldi, tempo ed aspettive.


Intanto, ieri è già oggi ed oggi è già domani quindi è inutile aspettare che lo faccia il tuo vicino prima di te.


A presto, Massimo