Vai al ristorante senza stress, vivi le occasioni sociali senza senso di colpa.

Immagina un mondo dove puoi mangiare tutto quello che vuoi e nella quantità che vuoi.

Se vogliamo, le festività sono un po’ questo; “mollare la presa” su stress e rigidità varie tra cui le restrizioni sul cibo e i sensi di colpa ad esso collegati.

Ovviamente il concetto del “tutto” e del “quanto” è molto relativo e questo perché ognuno di noi è strettamente legato all’idea che abbiamo del cibo e alla storia che ad esso ci lega.

“Il cibo è come un gomitolo di lana colorato, dove da un capo all’altro del filo si dipanano tutte le emozioni e le sfumature, tutti i racconti che quel cibo ci evoca: momenti, persone, emozioni, felicità, rabbia.”

IL CIBO RACCONTA UNA STORIA, la nostra, senza filtri.

Proprio per questo motivo, molto spesso le diete falliscono, si rincorre un tragico effetto yo-yo, si cade nella frustrazione di raggiungere un risultato per poi perderlo e dover ricominciare da capo seguendo la nuova dieta di tendenza del momento.

Non esistono scorciatoie ne bacchette magiche, solo CONSAPEVOLEZZA che può essere allenata e raggiunta con costanza.

L’unica vera differenza non è LASCIARSI ANDARE o meno, bensì ESSERE CONSAPEVOLI DI FARLO e sapere che, in quel momento ci stiamo concedendo un premio.

L’unica cosa che conta è l’ABITUDINE.

La nostra bella Italia sembra però fare orecchie da mercante al concetto di stile di vita sano.

Così ci troviamo di fronte ai “fanatici” del cibo sano e del movimento dove tutto nella giornata è scandito da macros e calorie e i “goduriosi” dove il “si vive una volta solta” rappresenta il mantra che potrebbe sconfiggere anche il senso di colpa più recondito. “

Nel nostro Paese ben il 46% degli adulti (over18), ovvero oltre 23 milioni di persone, e il 24,2% tra bambini e adolescenti (6-17 anni), vale a dire 1 milione e 700mila persone, è in eccesso di peso.

Questi ultimi soprattutto se residenti nel Sud del Paese (31,9%)”

Questo è quanto emerso dall’Italian Barometer Diabetes Observatory (Ibdo) Foundation nella prima edizione dell’Italian Obesity Barometer Report, realizzato in collaborazione con Istat.

Che ci piaccia o no in qualche modo dobbiamo fare i conti con il nostro organismo, la nostra “macchina” che non va solo alimentata ma anche controllata e aiutata a durare nel tempo.

Sicuramente non bruceremo tutto quello che abbiamo ingurgitato a Natale o in altre ricorrenze ma, possiamo dare al nostro metabolismo una bella scossa ed eliminare le tossine in eccesso accumulato a suon di MIRTILLO, PAPAYA, TE VERDE E FINOCCHIO.

Non è una pozione magica, ma questi ingredienti grazie ai loro principi attivi, la loro funzionalità possono darci una grossa mano a rimediare alle “concessioni” extra, tornare leggeri ed energici per affrontare il nuovo anno e quelli a venire all’insegna delle buone abitudini, senza esagerare.

Perché ho scelto il mirtillo nero?

E’ un ottimo antiossidante, utilissimo per liberarci dalle tossine e dai radicali liberi. Agisce sul colesterolo così potremo “rimediare” all’eccessiva assunzione di grassi saturi, in più è uno stimolante del collagene quindi ricordiamo ai tessuti che siamo noi al comando e che la parola d’ordine è tonificazione.

Il mirtillo è anche un ottimo protettore e regolatore a livello gastrointestinale e urinario. Questo significa che ci protegge anche quando, specialmente durante l’inverno, una sregolata alimentazione influisce negativamente sulla flora batterica abbassando la protezione esercitata dal sistema immunitario.

In questo caso, il mirtillo svolge un ruolo disinfettante e di protezione, in particolare verso cistite e diarrea. La sua azione drenante agisce sia a livello linfatico che venoso, migliorando la pesantezza delle gambe ma anche il gonfiore. Via libera quindi a succo concentrato di mirtillo senza zuccheri aggiunti, oppure estratto secco o titolato e mi raccomando ricordatevi che la natura ha bisogno dei suoi tempi quindi consumatelo per un periodo almeno di 21 giorni.

Sua maestà Papaya o frutto degli Angeli così la chiamano gli abitanti dei Caraibi, Paese in cui questo frutto è diffusissimo.

I suoi nutrienti sono preziosi basti pensare ai carotenoidi e ai flavonoidi protettori eccellenti dei radicali liberi che ricordiamo non sono solo sintomi di rughe e rughette ma possono interessare l’invecchiamento degli organi e dei loro meccanismi.

Ciò che rende questo frutto un super food a tutti gli effetti è la presenza del suo enzima papaina, usato per le proprietà digestive.

Insieme alla bromelina dell’ananas facilita a disgregare le proteine, facilitandone la digestione; un ottimo aiuto quindi dopo pasti abbondanti, consumati in fretta o dove si fanno dei gran mix (come appunto durante i buffet o i pranzi delle festività).

Forse non tutti sanno che, anche i nostri organi invecchiano e alcune loro funzionalità iniziano a performare meno, per esempio il pancreas.

In questo caso la papaina può essere utile nel favorirne l’attività e grazie anche ad un’azione alcalinizzante riesce a combattere le situazioni di acidità dovute all’eccessivo consumo dei carboidrati (altra nota dolente delle feste. 

Per tirare a lucido i nostri organi e far vibrare le nostre cellule aggiungiamo quindi un ortaggio spesso snobbato nelle nostre cucine: il finocchio.

Re incontrastato dei pinzimoni, protagonista dei carpacci a base vegetale, anche il finocchio entra con tutto rispetto nella nostra classifica grazie alle sue proprietà.

Alleato dell’apparato gastro intestinale, il finocchio “sgonfia” ovvero è in grado di evitare la formazione di gas intestinali, agisce sulla disbiosi vero malessere dei nostri tempi.

La sua azione drenante si unisce a quella depurativa che interessa direttamente il sangue e il fegato. Svolge un’importantissima azione antinfiammatoria, motivo per cui è indicato nell’alimentazione di tutte le fasce di età anche se si hanno restrizioni dietetiche particolare o in caso di malattie autoimmuni dove i fattore infiammazione è sempre latente.

Grazie al poco apporto calorico si è conquistato il posto di ortaggio perfetto nei regimi ipocalorici anche se la sua aromaticità e il suo gusto lo rendono goloso e versatile da inserire in qualsiasi ricetta, te lo propongo in una versione FIT non per questo triste e insapore.

FINOCCHI IN INFUSIONE DI TE VERDE AI SEMI DI CHIA

• 2 finocchi grandi

• 2 bustine di te verde o meglio te verde in foglie

• Semi di chia qb

• Olio di zucca

• Acqua

• Ghiaccio

• Pentola

• Cestello a vapore o vaporiera

Mondare i finocchi tagliandoli sottili longitudinalmente.

Separare la barba (ovvero la parte superiore di verdura immergendola nel ghiaccio). Riempire la pentola di acqua e foglie di te (o filtro) riempire i cestelli della pentola con i finocchi.

Coprire e cuocere a fuoco lento. Dal momento dell’ebollizione considerare 10 minuti circa. Nel frattempo togliere la barba dal ghiaccio, tamponarla con carta assorbente.

A cottura ultimata impiattare i finocchi, unire un filo di olio di zucca i semi di chia e la barba del finocchio. Servire subito.

Ora hai tutti gli strumenti necessari per affrontare le occasioni sociali senza sensi di colpa, ricordando che 

L’ABITUDINE fa la differenza e non la SINGOLA OCCASIONE.