L’inclusione Universale negli Hotel del Futuro

Quando si pensa ad un albergo o ad una struttura turistico ricettiva in generale si pensa subito ai momenti di relax, di gioia e di spensieratezza che possiamo trascorrervi insieme alle persone che amiamo di più durante un meritato periodo di vacanza. 

Ma non sempre questo è possibile.

Può capitare infatti che ci siano delle difficoltà motorie oppure altri impedimenti che non consentono di godere appieno degli spazi che una struttura ci mettere a disposizione.

Questo avviene perché la presenza di barriere architettoniche e di altri ostacoli all’interno delle strutture, è molto diffusa e rende quest’ultime molto limitate nell’accogliere determinati clienti con esigenze particolari. 

Ma che cos’è una barriera architettonica?

La definizione normativa di barriera architettonica è contenuta nell’art. 1, comma 2, del D.P.R. 503 del 1996 che la […definisce come: 

  • ostacoli fisici che sono fonte di disagio per la mobilità di chiunque ed in particolare di coloro che, per qualsiasi causa, hanno una capacità motoria ridotta o impedita in forma permanente o temporanea;
  • ostacoli che limitano o impediscono a chiunque la comoda e sicura utilizzazione di spazi, attrezzature o componenti;
  • la mancanza di accorgimenti e segnalazioni che permettono l’orientamento e la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo per chiunque e in particolare per i non vedenti, per gli ipovedenti e per i sordi…].

È intuibile quindi, come la barriera architettonica sia un impedimento fisico o la mancata adozione di soluzioni volte a rendere un edificio accessibile a chiunque ne voglia beneficiare; quindi, di come una struttura che presenti questi impedimenti o mancanze sia non inclusiva creando distinzione su chi può e chi non può goderne l’esperienza.

Ma come si presenta concretamente una barriera architettonica?

Il caso più classico di barriera architettonica che possiamo trovare in un albergo ad esempio, è rappresentato dal gradino posto all’ingresso della struttura che per una sedia a rotelle, può davvero rappresentare un problema di accessibilità impedendo ad una persona sola e non assistita di entrare; oppure, un altro ostacolo classico è rappresentato dall’ascensore che non ha un’apertura delle porte sufficiente a permettere l’ingresso di una sedia a rotelle o lo spazio all’interno della cabina non è adeguato a permetterne i movimenti. 

Per non parlare poi di altri ostacoli come la larghezza non adeguata delle porte nei vari piani, dei corridoi, dei vani delle stanze e dei percorsi che una persona necessariamente deve utilizzare durante il soggiorno.  

I problemi di accessibilità sono davvero molti ed il proprietario della struttura deve essere consapevole di quali siano, al fine di adottare le soluzioni più idonee per rendere inclusiva la sua attività e poter creare un vantaggio competitivo che gli permetta di aggredire quelle nicchie di mercato che la maggior parte delle strutture ancora oggi non vuole cogliere.

Per essere consapevoli della situazione oggigiorno basta rivolgersi a professionisti del settore edile che posso redigere un check-up dell’edificio e dare una fotografia di quali siano le criticità da affrontare. 

Una volta che si sa questo, si può decidere la strategia e gli interventi da attuare sulla struttura ed attenersi così ai molteplici testi di legge che dettano le caratteristiche che le opere devono rispettare per rendere una struttura accessibile e quindi poterla certificare come inclusiva.

La normativa più famosa ed applicata da parte dei progettisti su questo tema è la Legge 13/1989, assorbita nel D.P.R. 380/2001 (Testo Unico in materia edilizia) agli articoli dal 77 all’ 82, che vale e si applica a tutti gli edifici privati e pubblici che hanno a che fare con l’accesso esterno di persone.

Anche se sono sottoposti a tutela paesaggistica, storica ed artistica gli edifici devono rispettare i dettami previsti dalla legge appena citata e pertanto, il proprietario non può “trincerarsi” dietro a questi vincoli per evitare di intervenire qualora debba affrontare una ristrutturazione sulla sua attività.

E’ giusto precisare infatti che nel momento in cui si eseguono degli interventi di ristrutturazione o manutenzione straordinaria che dir si voglia, è obbligatorio mettersi in regola con la normativa sull’abbattimento delle barriere architettoniche (come si fa con la messa a norma dell’impianto elettrico, con le disposizioni in materia di sicurezza alimentare, ecc.) al fine, di non incorrere in problemi di mancata agibilità della struttura (“dichiarazione di inagibilità” ai sensi dell’art. 82, comma 6, T.U. in materia edilizia – D.P.R. 380/2001).

Inoltre, l’abbattimento delle barriere architettoniche riguarda non solo la parte strutturale dell’edificio, ma anche le sue aree di pertinenza esterne come i parcheggi, gli arredi esterni (es.: giardini), le rampe o gli attraversamenti pedonali ed i marciapiedi che devono rispettare le caratteristiche di accessibilità e fruibilità da parte di persone con esigenze particolari (come previsto sempre dal D.P.R. 503/1996).

Anche la scelta degli arredi, dei sussidi e delle attrezzature che una struttura offre ai propri clienti devono avere caratteristiche particolari per ogni caso di invalidità.

Incentivi al superamento delle barriere architettoniche.

Allo scopo di promuovere l’abbattimento delle barriere architettoniche negli edifici pubblici e privati, la maggior parte delle regioni e lo Stato hanno stanziato risorse ed incentivi fiscali specifici per questo scopo che permettono ai possessori di fabbricati ad uso residenziale e di edifici e locali destinati ad attività produttive e commerciali di qualunque tipo (industriale, agricolo, artigianale, nonché ad attività commerciali e del settore terziario), di richiedere l’applicazione di questi sussidi o incentivi per finanziare gli interventi adempiendo così alle disposizioni normative e rendendo la struttura inclusiva per tutti.

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Oggi infatti, è un momento buono per investire su questo tema perché c’è la detrazione fiscale pari al 75% per il superamento delle barriere architettoniche messa a disposizione dallo Stato che vuole incentivare proprio gli interventi che i privati possono attuare per risolvere questo problema che è molto diffuso nel nostro paese e che se superato, ci permetterebbe di essere più competitivi con gli altri stati europei e con gli altri mercati turistici in giro per il mondo.

Fonti:

DPR 380/2001

Legge 13/1989

Sito ENEA per detrazioni fiscali

Sito Agenzia delle Entrate – detrazioni fiscali e guide relative

Camera dei Deputati – norme vigenti sull’abbattimento delle barriere architettoniche