I detergenti per la pulizia hanno una storia che si perde nella notte dei tempi, risalendo all’antichità, quando si utilizzavano sostanze naturali come cenere, limone e sale per mantenere puliti gli ambienti.

Tuttavia, la svolta verso i detergenti moderni è avvenuta nel XIX secolo con la produzione di saponi a base di grassi animali e vegetali.


Il momento chiave si è verificato con l’introduzione del sapone in polvere nel 1946 e dei detergenti liquidi negli anni 50, contenenti tensioattivi sintetici, efficaci nella pulizia.


I detergenti più inquinanti spesso contengono ingredienti chimici aggressivi che possono avere impatti negativi sull’ambiente e sulla salute umana.

 

Alcune di queste sostanze sono:


1. Fosfati: che possono causare eutrofizzazione dei corpi d’acqua, con conseguente proliferazione di alghe e danni alla vita acquatica.


2. Solfati: presenti in alcuni detergenti, come il Lauril Solfato di Sodio (SLS), possono irritare la pelle e gli occhi e persistere nell’ambiente dopo lo scarico.


3. Profumi sintetici: con composti organici volatili (COV) che contribuiscono all’inquinamento dell’aria interna.


4. Cloro e derivati: contenuti in prodotti come la candeggina, possono generare sostanze dannose per l’ambiente e la vita acquatica.


5. Triclosan: utilizzato come antibatterico, non è biodegradabile e presenta effetti negativi sull’ambiente contribuendo alla resistenza batterica e interferendo con il sistema endocrino.

 

I detergenti sono autorizzati per la commercializzazione sulla base di analisi di non tossicità che verificano gli agenti inquinanti nell’acqua rimangono entro certi valori.


Tuttavia, l’ampio utilizzo dei detergenti e la mancanza di depuratori in alcune aree provocano l’innalzamento della concentrazione di sostanze inquinanti a livelli dannosi per gli organismi viventi.


Per ridurre l’impatto ambientale, è consigliabile utilizzare le dosi raccomandate e preferire prodotti ecologici e certificati.

 

Il Greenwashing nei detergenti per la pulizia e l’igiene.


Nell’ambito dei prodotti della pulizia il così detto “greenwashing” è ampiamente impiegato per attrarre clienti, portando i consumatori a fare scelte d’acquisto basate su informazioni fuorvianti.

Il “greenwashing” si riferisce a pratiche in cui un’azienda o un produttore presenta ingannevolmente un prodotto come ecologico, sostenibile o amico dell’ambiente, quando in realtà potrebbe non esserlo. 


Di seguito si trovano alcuni esempi di “greenwashing”:


1. Affermazioni fuorvianti.

Etichette che utilizzano immagini di natura o affermazioni come “naturale” o “ecologico” senza fornire dettagli specifici sugli ingredienti o sulle pratiche produttive.


2. Terminologia ambigua.

Utilizzo di termini vaghi e non regolamentati come “ecosostenibile” “green” o “natura-friendly”; senza chiare prove o standard dietro di essi.


3. Colori e packaging.

Un’azienda potrebbe utilizzare colori o un packaging che conferiscano una percezione di sostenibilità senza che il prodotto lo sia effettivamente.


4. Slogan fuorvianti.

Utilizzo di slogan che danno l’idea di sostenibilità senza un supporto concreto, come “pulito per l’ambiente” o “rispettoso della natura”.

La buona notizia è che quest’anno il Parlamento Europeo ha passato una direttiva che migliora l’etichettatura dei prodotti vietando l’uso di dichiarazioni ambientali generiche e non supportate da prove. 

I consumatori dovrebbero prestare attenzione, leggere attentamente le etichette, cercare le certificazioni di sostenibilità riconosciute e approfondire la conoscenza degli ingredienti utilizzati. 

 

Detergenti ecologici e le certificazioni.

 

Ci sono varie certificazioni che possono attestare che un detergente è considerato “green” o ecologico. Alcuni dei principali includono:


1. Ecolabel dell’Unione Europea:

La certificazione Ecolabel UE è assegnata a prodotti che rispettano rigorosi standard ambientali e di prestazione.

Copre una varietà di categorie di prodotti, compresi i detergenti.


2. USDA Organic:

Sebbene sia più associato ai prodotti alimentari, il marchio USDA Organic può essere applicato a detergenti che contengono ingredienti biologici e rispettano determinati standard ambientali.


3. Ecocert:

Un’organizzazione di certificazione indipendente che assegna il marchio Ecocert a prodotti che rispettano standard ecologici e di sostenibilità.


4. Green Seal:

Un’organizzazione no-profit negli Stati Uniti che assegna il marchio Green Seal a prodotti e servizi che soddisfano i suoi rigorosi standard ambientali.


5. Nordic Swan Ecolabel:

Un’etichetta ambientale ufficiale in Scandinavia, assegnata a prodotti che rispettano criteri ecologici e di sostenibilità.


6. Cruelty-Free e Vegan Certifications:

Marchi come Leaping Bunny o Vegan Society certificano prodotti che sono cruelty-free (non testati su animali) e vegani
(senza ingredienti di origine animale).


È importante sapere che le certificazioni possono variare a livello internazionale e che alcuni prodotti ecologici potrebbero scegliere di non ottenere una certificazione, pur rispettando gli standard di sostenibilità.

In Italia le normative in materia di igiene nei luoghi pubblici richiedono l’utilizzo di detergenti efficaci ma potenzialmente dannosi.

Strutture alberghiere, ristoranti, bar, musei, scuole ed ogni luogo aperto al pubblico fanno ampio uso di prodotti ad alto impatto ambientale per assicurare i livelli di igienizzazione richiesti dalla legge e funzionali alla pulizia profonda.

Tuttavia, un’azienda italiana ha sviluppato un detergente innovativo ed ecologico, certificato HACCP, adatto all’impiego in settori con rigidi controlli sanitari.

Questo prodotto, formulato con ingredienti naturali nei laboratori aziendali, elimina l’uso di componenti dannose per la salute e l’ambiente.


L’igiene nei luoghi pubblici non implica più l’utilizzo di sostanze chimiche inquinanti poiché sono disponibili alternative che consentono di igienizzare senza compromettere la salute della natura e delle persone contribuendo alla sostenibilità.


Conclusioni

 
Mentre cerchiamo di comprendere cos’è la sostenibilità e osserviamo come il mondo agisce intorno a noi, possiamo contribuire concretamente a preservare l’ambiente utilizzando i detergenti nelle giuste dosi e optando per prodotti ecologici certificati per la pulizia e l’igienizzazione, sia nelle nostre case che nei luoghi pubblici.


Le organizzazioni e le aziende che decidono di impiegare i detergenti ecologici possono beneficiare di 3 vantaggi:


– Prendersi cura della salute di coloro che si occupano delle pulizie migliorando le loro condizioni di lavoro.


– Migliorare l’immagine nei confronti degli stakeholders proteggendo l’ambiente e le persone.


– Acquisire crediti nel report di sostenibilità poiché gli impatti positivi delle scelte aziendali possono e devono essere inclusi nel report di sostenibilità.

 

Daniela Cilia
Comunicazione della Sostenibilità Aziendale