C’è grande confusione tra questi due termini, spesso abusati ed utilizzati a sproposito.

E’ bene quindi capirne le 

differenze e quando vengono applicate.

La data di scadenza e il termine minimo di conservazione (TMC) sono due concetti importanti relativi all’etichettatura degli alimenti

che indicano quando un prodotto dovrebbe essere consumato per garantirne la

sicurezza e la qualità.

Tuttavia, hanno significati leggermente diversi, ma sostanziali.

La Data di Scadenza:

Questa data indica il giorno fino al quale un alimento può essere consumato per garantire 

la massima salubrità e qualità.

Dopo la data di scadenza, l’alimento potrebbe deteriorarsi e potrebbero svilupparsi batteri dannosi.

Pertanto, è importante non

consumare alimenti dopo la loro data di scadenza in quanto ha una valenza di natura sanitaria.

Una data di scadenza è rappresentata dalla seguente dicitura: “da consumarsi entro

il…………..”

Questa dicitura è comunemente utilizzata per alimenti altamente deperibili come

*Carne Fresca:

Carne cruda come pollo, manzo, maiale e agnello.

*Pesce Fresco:

Pesce crudo o non cotto come salmone, trota, merluzzo, ecc.

*Latticini Freschi:

Latte fresco, yogurt, formaggio morbido come ricotta o formaggio spalmabile

* Alimenti Pronti e Cotti:

Piatti pronti, pasti precotti o preparati come lasagne, hamburger precotti, ecc

*Alimenti Pronti alla Pasticceria:

Prodotti da forno freschi come torte, pasticcini.

*Salumi e Affettati Freschi:

Salumi crudi o cotti, come prosciutto, salame, mortadella.

*Alimenti a Base di Pesce Crudo:

Sushi, sashimi e altri piatti a base di pesce crudo.

*Insalate Preconfezionate:

Insalate pronte in buste o contenitori.

* Alimenti Surgelati:

Alcuni alimenti surgelati possono avere una data di scadenza, sebbene sia più

comune utilizzare il termine ;da consumarsi preferibilmente entro…

Ricapitolando, la data di scadenza è applicata agli alimenti altamente deperibili, cioè quegli alimenti che 

potrebbero diventare pericolosi per la salute se consumati dopo la data indicata.

Questi alimenti hanno una 

data di scadenza chiara e definita entro la quale dovono essere consumati per garantire

la massima sicurezza.

È fondamentale rispettare rigorosamente la data di scadenza riportata sugli alimenti, poiché oltre tale data

il rischio di contaminazione batterica e la perdita di qualità del prodotto aumentano

significativamente.

E’ necessario quindi prestare sempre attenzione alle indicazioni sull’etichetta e

alle pratiche di conservazione corrette per garantire la sicurezza alimentare degli alimenti.

Il Termine Minimo di Conservazione:

Questa data indica il periodo durante il quale un alimento

mantiene le sue proprietà organolettiche (come sapore, odore, consistenza) e qualità

nutrizionali garantite.

Oltre questa data, l’alimento potrebbe non essere al massimo della sua freschezza

o qualità, ma potrebbe ancora essere sicuro da consumare.

Un termine minimo di 

è rappresentato dalla seguente dicitura: “da consumarsi preferibilmente entro

il ………….”

Questa dicitura è spesso utilizzata per alimenti non deperibili come

* Pasta:Pasta secca come spaghetti, penne, fusilli e altri tipi di pasta.

*Riso: Riso bianco o integrale.

* Cereali: Cereali per la colazione, come fiocchi di avena, cereali croccanti, muesli, ecc.

*Legumi in Scatola: Fagioli, ceci, lenticchie, ecc., in scatola.

* Prodotti da forno: Biscotti, cracker, fette biscottate, pane tostato.

* Conserve: Alimenti in scatola o vasetti, come verdure in scatola, frutta in sciroppo, tonno in

scatola.

* Snack: Snack come patatine, popcorn, frutta secca, ecc.

* Prodotti da forno confezionati: Torte, dolcetti e altri prodotti da forno confezionati.

*Bevande in Bottiglia: Bevande non alcoliche, come acqua minerale, succhi di frutta, bibite analcoliche.

*Alimenti a Lunga Conservazione: Alimenti che possono essere conservati a lungo, come zuppe in scatola,

brodi, sughi pronti, ecc.

*Salse e Condimenti: Salse per condire, come ketchup, maionese, salsa di soia, ecc

*Prodotti a Base di Latte: Latte UHT, latte condensato, latte in polvere.

Il termine minimo di conservazione (TMC) è solitamente applicato agli alimenti non deperibili, cioè

quegli alimenti che mantengono la loro qualità e sicurezza anche dopo un certo periodo di tempo.

Questi alimenti possono essere consumati oltre il TMC senza causare rischi per la salute, ma

potrebbero non essere più al massimo della loro freschezza o qualità organolettica.

È importante notare che il TMC può variare a seconda dell’alimento e del produttore.

Inoltre, se un alimento è 

danneggiato, aperto o ha subito contaminazione, potrebbe non essere sicuro da consumare 

anche se il TMC non è ancora scaduto.

Come sempre, è consigliabile leggere attentamente l’etichetta

e seguire le istruzioni del produttore per garantire una corretta conservazione e

consumo degli alimenti.

La data di scadenza quindi si riferisce principalmente alla sicurezza alimentare e alla prevenzione di rischi per la

 salute, mentre il termine minimo di conservazione riguarda principalmente la

qualità e le caratteristiche organolettiche dell’alimento.

In entrambi i casi, è importante rispettare le indicazioni sull’etichetta per garantire una corretta conservazione e consumo degli alimenti.

Né la normativa europea, né quella italiana prevedono alcun divieto di commercializzare un

alimento dopo il decorso del termine minimo di conservazione, mentre il regolamento (UE) n.

1169/2011, all’articolo 24, preclude la vendita dei prodotti dopo il decorso della “data di scadenza

(in quanto, in tal caso, l’alimento deve considerarsi “a rischio” ai sensi dell’articolo 14

del regolamento CE n. 178/2002).

Sul piano sanzionatorio, di conseguenza, nell’ordinamento italiano non si rinviene alcuna specifica sanzione nell’ambito

amministrativo come in quello penale, per la vendita o somministrazione di un 

prodotto dopo il superamento del suo termine minimo di conservazione.

Quanto sopra, viene confermato anche nella circolare dell’8 maggio 2018 del Ministero delle Politiche

Agricole, dove si puntualizza che “non è prevista la sanzione per la cessione o l’esposizione

alimenti oltre il termine minimo di conservazione.

La stessa giurisprudenza penale – pur rivelando ancora una certa confusione tra i concetti di “termine minimo di

conservazione” e “data di scadenza” – in molteplici occasioni ha avuto modo di

ribadire che l’offerta al pubblico di un alimento con tmc spirato non determina, di per sé, alcuna responsabilità

responsabilità in capo all’operatore.

Eventuali illeciti penali possono però essere contestati nel caso in cui venga accertata la sussistenza di altri elementi

che possano costituire reato, come ad esempio:

*il cattivo stato di conservazione degli alimenti;

*la capacità di arrecare danno alla salute;

* la perdita delle qualità specifiche del prodotto, che potrà determinare il reato di frode in commercio.

In conclusione, è possibile vendere alimenti con il termine minimo di conservazione superato, ma è necessario farlo

 con attenzione, responsabilità e nel rispetto delle leggi e delle normative.

Ma fino a quando posso cedere al cliente prodotti alimentari con Termine Minimo di

Conservazione superato?

Per gli alimenti con Termine Minimo di Conservazione superato non esistono delle tabelle normative che ci indicano gli intervalli di tempo da rispettare.

A riguardo esistono delle linee guida che forniscono delle

indicazioni, dei consigli, relativi agli intervalli di consumo, che sono variabile in

base al tipo di alimento.

Li possiamo vedere riportati nella tabella sotto:

Posso vendere o somministare

 un alimento congelato con la data di scadenza superata,

anche se il congelamento è avvenuto prima della scadenza?

La risposta è no.

Anche se al momento del congelamento l’alimento non aveva superato la data di scadenza lo stesso non può

essere commercializzato o somministrato dopo il superamento della data di

scadenza.

La data di scadenza è un indicatore cruciale della freschezza e della sicurezza alimentare degli alimenti.

Anche se gli alimenti congelati possono essere conservati per periodi più lunghi rispetto agli

alimenti freschi, la data di scadenza continua a essere importante anche per questi prodotti.

Se l’alimento congelato ha superato la sua data di scadenza, potrebbe verificarsi una perdita di qualità,

 deterioramento del sapore e della consistenza, oltre al possibile aumento del rischio di contaminazione batterica

Anche se il congelamento può aiutare a preservare meglio gli alimenti, non può fermare

 il processo di deterioramento indefinitamente.

Pertanto, è fondamentale rispettare la data di scadenza degli alimenti congelati proprio come per gli alimenti freschi.

Vendere o somministrare alimenti congelati con la data di scadenza superata potrebbe comportare rischi per la

salute dei consumatori e viola le normative sulla sicurezza alimentare.

È importante quindi rimuovere

e dal congelatore gli alimenti scaduti.

Anche se il congelamento renderà più stabile l’alimento fresco, questo non potrà essere utilizzato in quanto c’è un 

elevato rischio che perda le sue caratteristiche di salubrità.

A presto per nuovi consigli di sicurezza, Mirco