Ho conosciuto Giovanna sui social e da paladina della cucina dei “senza” mi sono incuriosita sulla cucina che Giovanna porta avanti per questioni di salute e non solo.

Davanti a me ho trovato una persona molto preparata e alla costante ricerca di “fare e di fare bene”.

Giovanna ha a cuore il gusto di chi per varie problematiche deve eliminare il sale dalla propria dieta e propone piatti gustosi per non rinuciare al sapore di una tavola conviviale, nessuno escluso.

Ho chiesto a Giovanna di raccontarci chi è e da dove è nata questa passione.

Chi è Giovanna?
Sono Giovanna Pierucci una “ragazza” napoletana che vive a Formia laureata in economia e commercio nel 2000 con la passione per la cucina ed il sogno di lavorare nel mondo del marketing.

La mia passione per la cucina ha prevalso ed ho pensato di unire la cucina, con il marketing, passando
da una disoccupata sconosciuta, ad avere un’attività di creator che ha portato soddisfazioni ed
emozioni nella mia vita trovando una dimensione professionale che sta crescendo.

Sono una food blogger dal 2012 e il mio blog, ogni giorno, si arricchisce di nuove ricette diversamente
salate volendo dare degli input a chi mi segue.

Tutte ricette preparate da me con la consapevolezza
della qualità dei prodotti utilizzati.

1. Come nasce l’idea di un libro di ricette diversamente salate?

Tema nato dalla necessità dovuta dal cucinare al nonno che soffriva di pressione alta,  ho provato, sperimentato e seguito io stessa un’alimentazione senza sale.

Ho provato una bella sensazione perché, oltre a sapere cosa mangio, sento quel che mangio, mi sono accorta di percepire nuovamente tutti gli
ingredienti.

Diversamente salato non vuol dire senza sale, vuol dire senza sale aggiunto, non aggiungere altro sale a quello già naturalmente presente nel piatto.

Mangiamo ogni giorno il doppio del sale di quello che dovremmo mangiare.

Il libro Diversamente salato affronta il tema del sale
e dell’abuso che se ne fa con le possibili conseguenze e le possibili alternative.

Gli alimenti processati ci hanno abituati a sapori standard, capaci di dare assuefazione poiché
mirano ai nostri centri nervosi del piacere; contro un nemico in agguato, affasciante ma diabolico,
quale è il sale l’unica alternativa reale che l’autrice ripropone è il gusto di ritornare a…progettare il
gusto in cucina…utilizzando quegli ingredienti che sanno bene come incantare il nostro palato.

2. Quali sono le sfide principali nel cucinare diversamente salato?

Inizialmente il titolo del libro potrebbe intimorire pensando che le ricette siano insipide, poi superato questo ostacolo anche per curiosità, chi si affida si rende conto che esiste un gusto diverso oltre il sale aggiunto.

Molto di quello che mangiamo ha un quantitativo di sale nascosto in maniera naturale, per conservazione o per lavorazione.

 Nel blog e nel libro Giovanna propone anche delle alternative.

Oltre alle classiche
spezie ed erbe aromatiche  alcune curiosità come “il sale di sedano”, il sale liquido e altre alternative.

Per molte ricette Giovanna utilizza prodotti umami, il nostro quinto gusto tanto caro alla cucina orientale.

3. A chi si rivolge questo libro?

Si rivolge ai giovani, ai non esageratamente giovani, ai non giovani.

L’ho scritto pensando ai miei coetanei (i non esageratamente giovani):

Per i propri genitori che potrebbero avere problemi di pressione alta o altri problemi cardiovascolari,
per i figli che così crescono educati correttamente al gusto senza l’esigenza di salare sempre e comunque,
per se stessi, per mangiare sano e prevenire problemi salutari.

4. Quali sono i benefici di una cucina diversamente salata?

Chi si aspetta solo un libro di cucina ha riposto male le sue aspettative.

Nel testo sono attentamente
spiegati i processi metabolici e l’insidia dell’eccesso di sale “nascosto” ciò che, alla lunga può determinare: danni lenti e silenziosi, ma irreparabili.

Il lettore proverà la sensazione di essere, per un
giorno, dietologo e medico di se stesso, imparando a prevedere gli effetti sul proprio corpo di un uso
non attento del sale quale esaltatore di sapidità.

5. Ci sono dei preconcetti da sfatare sul cucinare diversamente salata?

La paura sul gusto della ricetta, e il luogo comune è che  “senza sale non ha sapore”.

Ti consiglio di venire a fare un giro sul mio blog e di assaggiarle, vedrai che ti piaceranno e tornerai.

6. Quali sono le tue erbe e spezie preferite per insaporire i piatti?

Erbe e spezie che variano col valore aggiunto che voglio dare al piatto: origano, rosmarino, timo,
aglio, cipolla, zafferano, curry, peperoncino.

7. Puoi consigliarci un paio di ricette facili e sfiziose dal suo libro?

Lo sformato di asparagi
Le lasagne alla bolognese

8. Come si può educare il palato a sapori nuovi e meno salati?

Segui i miei cinque consigli:

– Scola e sciacqua verdure e legumi in scatola, preferisci frutta e verdura fresca

– Diminuisci gradualmente l’aggiunta di sale, il palato si adatterà al nuovo gusto

– Usa erbe, spezie, sale di sedano, sale liquido, polvere di pomodoro, preparare il piatto col quinto gusto.

– Metti il sale e le salse salate lontano dalla tavola per perdere l’abitudine

– Controlla le etichette dei prodotti alimentari prima di acquistarli per scegliere quelli con meno sale.

9. Ci sono dei consigli che vuoi dare a chi si approccia per la prima volta a una cucina diversamente salata?

Inizia con i tuoi piatti preferiti, quelli che ti “ingolosiscono” provando ad aromatizzare con l’alternativa che scegliete
più adatta a voi.

10.Quali sono i suoi progetti futuri? Stai scrivendo altri libri di cucina?

Sto scrivendo un altro libro che, come questo non è un libro di ricette. Ci sono e ci saranno le ricette, ma non soltanto ricette.

• Hai un aneddoto divertente da raccontarci legato alla sua cucina diversamente
salata?

Lo si legge nel sottotitolo nel libro“Quando in cucina il troppo stroppia”, questo per dire che di qualsiasi
ingrediente non fa bene né usato in eccesso nè in minima quantità, il segreto è l’equilibrio.

• Come ti tieni aggiornata sulle ultime tendenze in cucina?

Dai social, dalle riviste, dagli chef e poi dalla mia curiosità e voglia di sperimentare sempre.